IL MIO A, B, C

1) Dopo poche settimane dalla nascita, dovevo morire. Così si diceva. Piangevo continuamente ed ero diventato magrissimo. Tutto si risolve dopo l’ennesima visita: avevo semplicemente una fame da lupo. Il “pancotto” fu la mia salvezza.

 

2) L’infanzia trascorsa per frequenti periodi tra nonni e zii, nella campagna selvatica, in una famiglia patriarcale. Mi ha lasciato, lentezza infinita e velocità. Contemporaneamente.

 

3) L’adolescenza vissuta a Sabaudia tra una secchiata di mare e partite a calcetto nelle quali Fernando. Il gigante Fernando, difficilmente terminava una partita. S’incazzava sempre. Una volta si è infuriato addirittura con il pallone.

 

4) Sa. & Leo. Quella piscina a Metaponto era troppo piccola per i vostri guizzi.

 

5) Sabaudia mi ricorda la sabbia, non quella del mare. L’oro delle campagne.

 

6) Gli amici lottavano con gli occhi chiusi, il mondo ci sembrava esagerato. Noi pensavamo che il futuro sarebbe stato privo di noia. Invece il futuro non è mai arrivato. E’ un inganno. Esiste solo il presente.

 

7) Lu. & Anto. Innestate le marce. Il fiume scorre piacevolmente verso il mare.

 

8) Aprilia la sento vicina alle mie orecchie, tanti occhi aperti che ora raccontano storie impaginate tra solchi e ciglia.

 

9) Borgo Piave, via Mascitti. 1, 3, 5, 7, 9, 11, 13, 15. Puro godimento.

10) L’uomo che è in me ride delle mie spigolosità, capisce quando usare scooter o auto. Piange di gioia vedere consumare la vita.

 

11) Il mare ritorna dentro ogni giorno che respiro. Il mare.

 

12) Il futuro è una camicia aperta.

 

13) Le piante sono il mio inizio dentro lo stesso purgatorio!

 

14) Si lo so che la pubblicità è la più bella invenzione del surrogato della menzogna.

 

15) La vita è un arcobaleno, di un solo colore ?

 

16) Luz: la notte sembra il giorno mentre il giorno vuole il calendario.

 

17) Mio padre: un serissimo uomo allegro.

 

18) Mia madre: una allegrissima donna riservata.

 

19) Jany, quel sorriso inciampato su di me.

 

20) Rosanna: aperta a tutto il mondo che dice lei.

 

21) Sandro: duro come una pietra quando si appoggia sul cuscino.

 

22) Collaboratori, operatori e colleghi. Compagni di bellissimi giochi.

 

23) Cuba, il senso di un respiro esagerato.

 

24) Via Madonna Giulia 1. Niente da dire niente da fare!

25) Il pane è il bene magnifico del mio palato.

 

26) Estate: pomodoro mezzo maturo a fette con olio e sale.

 

27) Dall’argilla può nascere un germoglio che invade il mondo.

 

28) Lavanda e l’Eucalipto altro che profumi. Altro che odori.

 

29) Via Francia, 14 è la dimostrazione che tutto ritorna a pareggiare i conti. Sempre.

 

30) La mia terra profuma di inguine.

 

31) Latina è una sottana di troppi.

 

32) L’Autunno vive sulle foglie meravigliose del Liquidambar.

 

33) Sandro 1979, quel gesto non si dimentica. Mai. Più.

 

34) Titta, questo uomo grande come un cuore. Piccolo come un brillante.

 

35) Mario della San Pellegrino. Ricordati di essere stato il mio imbocco all’autostrada.

 

36) Nonno Giuseppe, impetuoso e meraviglioso. Mai indietro a nulla. Oggi come allora il vino doveva lambire il bordo del bicchiere. Solo allora era una “ chicchera”. Si poteva consumare.

 

37) Nonna Antonia, senza una parola. Diceva tutto.

 

38) Le notti le regalavamo all’inutile. Ci faceva bene. Righetto era coraggio e apatia, energia e pensieri fissi.

 

39) Il bate che sta nell’aria, vola. Dopo il suo sforzo.

 

40) Pane di Lariano, dopo tre giorni. Mangialo, poi mi dici.

41) Helenio Herrera “Taca la bala!”.

 

42) Nonna Rosa, un sapore continuamente intorno a me. Inesauribile.

 

43) Zio Gaetano, quella pinza sul mio orecchio non te l’ho mai perdonata. E’ servita ad alzare l’asticella.

 

44) Giggiriva “Rombo di tuono” spaccava i pali delle porte, quando i pali erano veri.

 

45) Via Spalato su Piazza della Libertà: acqua & fuoco.

 

46) Zio Bruno, mi ricordi le briscole al gazebo.

 

47) Zia Gabriella, avevo 5 anni, dormivo nel letto tra te e Zia Agnese. Mi hai insegnato a pregare. Grazie.

 

48) Cico Bar. Il ritrovo con gli amici. Tra l’inverno e una sbornia di freddo a dirci un sacco di fregnacce.

 

49) Nave Vesuvio: mai avrei immaginato di conoscere tante facce diverse. C’era anche Antonio.

 

50) Zio Franco, tu sei: centinaia di sacchi di grano a salire tre gradini con tua sorella sopra. A pranzo quattro piatti di minestrone.

 

51) La mortadella, quella dell’alimentari a Borgo Piave, con il pistacchio e il pane di Lariano. Quello scuro.

 

52) Sergio … fuori sono una fila di denti, dentro farfalle viventi e mezzo bruco di passato.

 

53) Luna, rabbia e fantasia. E che occhi.

 

54) Sara, ti guarda dritto negli occhi. E fa a modo suo.

 

55) Antonio, miele e barattolo.

 

56) Leonardo, sensibile e leale. Corpo e armonia.

 

57) Ave & Antonio: grandi in tutto.